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Ospiti delle passate edizioni


Questo è l'elenco con le biografie degli ospiti che Leggendo Metropolitano ha avuto il piacere di ospitare dalla prima edizione ad oggi.

Paolo Odasso ha lavorato per 40 anni nel mondo della scuola, dove si è occupato di educazione degli adulti, aggiornamento e formazione dei docenti. Ha svolto attività di ricerca educativa, di sostegno al ruolo delle biblioteche scolastiche nei  processi di apprendimento, di documentazione delle buone pratiche dei docenti. Ha lavorato prima presso l'IRRSAE, poi l’IRRE Piemonte, ricoprendovi anche il ruolo di Direttore. Negli ultimi anni, in qualità di dirigente scolastico presso un istituto Chimico-biologico di Torino, ha attivamente operato per un'innovazione del sistema scolastico italiano, capace di fronteggiare le sfide derivanti dalla globalizzazione, dalle tecnologie informative, dalle sempre più frequenti comparazioni valutative internazionali.

Piergiorgio Odifreddi, nato a Cuneo nel 1950, è un matematico, logico e saggista. I suoi scritti si occupano di matematica, divulgazione scientifica, storia della scienza, filosofia, politica, religione, esegesi, filologia e saggistica varia. Ha studiato negli Stati Uniti e in Unione Sovietica. Ha svolto attività di insegnamento presso prestigiose università in Italia e all’estero. Presso la Cornell University ha collaborato con Anil Nerode, Richard Platek e Richard Shore. 

Oltre che per “ La Repubblica”, dove tiene un blog intitolato Il non senso della vita 2.0, scrive su “L'Espresso” e “Le Scienze”. Nel 1998 ha vinto il Premio Galileo dell'Unione Matematica Italiana, nel 2006 il Premio Italgas per la divulgazione, nel 2011 il Premio Letterario Galileo. Tra le sue pubblicazioni più recenti:

C'è spazio per tutti (2010), Una via di fuga (2011) e Abbasso Euclide (2013), che costituiscono una trilogia sulla storia della geometria; Come stanno le cose (Rizzoli 2013); Caro papa teologo, caro matematico ateo. Dialogo tra fede e ragione, religione e scienza (Mondadori 2013); Sulle spalle di un gigante. E venne un uomo chiamato Newton (Longanesi , maggio 2014).

Nata e vive a Torino. Ha insegnato lettere per 33 anni, in vari tipi di scuole, da ultimo in un Istituto Tecnico. Ora è in pensione. Si è dedicata alla scrittura solo dopo essere andata in pensione e il suo primo libro, “La collega tatuata”, è uscito nel 2002. Da questo libro è stato tratto il film “Se devo essere sincera” di Davide Ferrario con Luciana Littizzetto e Neri Marcorè. Sono seguiti “Una piccola bestia ferita” e “L’amica americana » tutti pubblicati da Mondadori. Nel 2006 è uscito « Così parlò il nano da giardino » per Einaudi, nel 2007 “Qualcosa da tenere per sé” e “Il rosso attira lo sguardo” (2008), entrambi per Mondadori.

Ottavio Olita (1949, Rossano), dopo essersi laureato in Lingue e Letterature Straniere nell’Università di Cagliari, ha insegnato Lingua e Letteratura Francese nello stesso Ateneo dal 1974 al 1980. Poi è passato al giornalismo per ANSA, La Nuova Sardegna e Rai dal 1988 al 2013. Qui ha lavorato per gli Esteri e la Cultura del TG2, per lo Sport, per varie rubriche e per la TGR. Da oltre 20 anni si dedicato anche alla scrittura, prima con la saggistica (Vite devastate - Il caso Manuella e San Sperate – Alle origini del muralismo) poi con la narrativa. Il suo romanzo più recente, Anime rubate (2015, Città del Sole).

Alberto Oliverio. Professore emerito di psicobiologia e docente della stessa materia nell'Università di Roma La Sapienza. Ha lavorato in numerosi istituti di ricerca internazionali, fra Stoccolma, Los Angeles, Maine e California. Dal 1976 al 2002 ha diretto l'Istituto di Psicobiologia e Psicofarmacologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche. È stato presidente della Società Italiana di Etologia, dell’Istituto Italiano di Antropologia e della Società Italiana di Neuroetica. Attualmente è membro dell’Académie Européenne Internationale des Sciences di Parigi e fa parte del comitato editoriale di diverse riviste scientifiche. È autore di oltre 400 pubblicazioni scientifiche, saggi professionali, didattici e di divulgazione. Il suo ultimo saggio è Il cervello che impara, Neuropedagogia (Giunti, 2017).

Alberto Oliverio. Professore emerito di psicobiologia e docente della stessa materia nell'Università di Roma La Sapienza. Ha lavorato in numerosi istituti di ricerca internazionali, fra Stoccolma, Los Angeles, Maine e California. Dal 1976 al 2002 ha diretto l'Istituto di Psicobiologia e Psicofarmacologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche. È stato presidente della Società Italiana di Etologia, dell’Istituto Italiano di Antropologia e della Società Italiana di Neuroetica. Attualmente è membro dell’Académie Européenne Internationale des Sciences di Parigi e fa parte del comitato editoriale di diverse riviste scientifiche. È autore di oltre 400 pubblicazioni scientifiche, saggi professionali, didattici e di divulgazione. Il suo ultimo saggio è Il cervello che impara, Neuropedagogia, Giunti, 2017.

Nasce a Plovdiv in Bulgaria nel 1946, da una famiglia ebraico-sefardita. Dopo gli studi universitari e una laurea in scienze politiche ha dato avvio alla sua carriera d’artista come ricercatore, cantante e interprete di musica etnica e popolare di vari paesi. Nel 1984 comincia il suo percorso di avvicinamento al teatro in collaborazione con artisti della scena internazionale, come Bolek Polivka, Tadeusz Kantor, Franco Parenti, e via via proponendo se stesso come ideatore, regista, attore e capocomico di un “teatro musicale” assolutamente peculiare, svelandosi straordinario intrattenitore, oratore e umorista. Filo conduttore dei suoi spettacoli e della sua produzione discografica e libraria è il “vagabondaggio culturale e reale” proprio del popolo ebraico, di cui egli si sente figlio e rappresentante.

Nato a Gerusalemme nel 1939, scrittore legato alla propria terra e alla sua storia ha ambientato più della metà dei suoi scritti in questa città e nelle zone circostanti. A 15 anni si ribella alla famiglia e lascia Gerusalemme per lavorare nel Kibbutz Hulda, dove rimane

per trent’anni allontanandosene solo a priodi, per gli studi universitari e come riservista dell’esercito, quando partecipa alla Guerra dei Sei Giorni del 1967 e a quella del Yom Kippur dell’ottobre 1973. Nel 1986 lascia il Kibbutz per la cittadina di Arad, dove continua a scrivere e a insegnare Letteratura all’Università Ben Gurion del Negev, dove vive tuttora. Unanimemente riconosciuto come una delle voci più importanti della letteratura mondiale, è diventato una figura di primo piano del movimento israeliano per la pace.

Ha scritto libri per bambini, romanzi e saggi. È tradotto in più di trenta lingue. Tra i premi vinti per la sua opera, i più recenti sono il Premio Grinzane Cavour (2007), il premio Principe de Asturias de las Letras (2007), il Premio Primo Levi (2008), il Premio Heinrich Heine (2008) e il Premio Salone Internazionale del libro di Torino (2010). Della sua lunga e importante bibliografia sono numerose le traduzioni in lingua italiana, quasi tutte presso l’editore Feltrinelli : tra il 1992 e il 2011, Lo stesso mareMichael mio, Conoscere una donna,  La scatola nera, Fima, Contro il fanatismo  e Il monte del cattivo consiglio edito nel 2011.